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Gen 2018

Sarà un diario di viaggio tutto da vivere e da condividere. I gruppi giovanili di Piemonte e Valle d’Aosta che, insieme con altre comunità di ragazzi in arrivo dall’Europa e dal mondo, si metteranno in cammino per l’incontro col papa l’11 agosto a Roma in vista del Sinodo mondiale dei vescovi di ottobre – dedicato a loro e ai temi del discernimento – potranno raccontare e documentare il loro pellegrinaggio con una serie di foto di gruppo e selfie, con tanto di commenti e hashtag, da pubblicare sull’apposito canale Instagram #sinodo2018 e su altri social, così da mettere in rete per tutti le diverse fasi del loro percorso di fede e di amicizia. Loro poi rispetto a tanti altri avranno anche il privilegio di una tappa fondamentale nel loro itinerario e nella loro esperienza di vita: una notte di preghiera, quella del 10 di agosto, davanti alla Sindone. Un momento centrale da incastonare in una serie di giornate già intense che potranno “postare” a beneficio dell’intero universo giovanile, quello che si radunerà a Roma e anche quello che osserverà da lontano, dalle mete di vacanza o a casa. “Che il linguaggio delle immagini prenda il sopravvento è tanto più importante in prossimità dell’incontro con la Sindone – ha spiegato don Luca Ramello, direttore della Pastorale giovanile del Piemonte e della Valle d’Aosta nell’illustrare il progetto – Il Telo che secondo tradizione avrebbe avvolto il corpo di Cristo deposto dalla Croce, conservandone indelebile traccia, è di per sé un racconto per immagini in una storia che parla di sofferenza e morte e anche di riscatto e di amore”. In una comunicazione che ha i giovani come protagonisti e primi interlocutori l’immediatezza di Instagram è ideale per trasmettere valori, mettere in comune esperienze, fotografare istanti, riempire di contenuti efficaci semplici stringhe di parole. “Il dialogo con i «nativi digitali» spesso non è facile, ma è una via obbligata per qualsiasi cammino pastorale – riflette don Ramello – A partire da qui può finalmente prendere corpo un’intuizione che stava maturando da tempo nei nostri circoli. Un confronto con i giovani, delle parrocchie e non solo, sui linguaggi della comunicazione, uno spazio di dibattito che richiederà anche momenti di formazione e incontri con esperti su tutto il territorio diocesano”. Si tratterà di un programma ampio e impegnativo, ma che promette risultati soddisfacenti. “L’amore lascia il segno è il motto di questo pellegrinaggio sinodale – conclude don Ramello – E i segni di questo amore potranno diventare semi di vita, di gioia e di fede”.

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