Si parla di Sindone come strumento di salvezza nell’incontro in programma domenica 3 giugno alle 16 presso lo Spazio-Incontri della parrocchia Gesù Salvatore di Milano Tre. Organizzato dall’Unità Pastorale Gesù Salvatore e S. Agata in Basiglio, l’appuntamento  pone la platea di fronte a un non trascurabile quesito:“La Sacra Sindone, ponte tra terra e cielo?”. Quesito a cui è stato chiamato a dare risposta il prof. Gian Maria Zaccone, storico, direttore del Centro Internazionale di Sindonologia.

La Sindone è stata – provvidenzialmente per il credente – posta sul cammino della storia perché gli uomini si confrontino con essa – spiega Zaccone – La guardino, perché è oggetto da guardare con gli occhi del corpo e contemplare con quelli della mente. Senza gli uomini la Sindone non è in grado di esistere nella sua complessità e completezza. D’altra parte la Sindone non sarebbe nulla se non fosse “lo specchio del Vangelo – secondo la felice espressione utilizzata da San Giovanni Paolo II nel 1998 – quindi se non fosse riferimento straordinario a Cristo”.

Oggetto di imprescindibile valenza religiosa, la Sindone rappresenta quindi per il credente un piccolo, ma non insignificante frammento del disegno provvidenziale di salvezza. Continua Zaccone: “Immagine e reliquia di Cristo nel momento culminante del mistero dell’incarnazione, il Telo partecipa della storia della pietà e devozione verso elementi cardini della fede. Essa ha attraversato epoche, culture, crisi senza mai smettere di avere un significato, di portare un messaggio. E questo rende palese al credente quel disegno provvidenziale dell’esistenza della Sindone”.

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