04
Mag 2019

4 Maggio, festa della Sindone. Per celebrare la ricorrenza, che quest’anno cade di sabato, il Museo della Sindone organizza due visite gratuite – una al mattino e una al pomeriggio – guidate rispettivamente dal Direttore del Museo, prof. Nello Balossino, docente di elaborazione dell’immagine all’Università di Torino e criminalista, e dal Direttore del Centro Internazionale di Studi sulla Sindone, prof. Gian Maria Zaccone, storico dell’arte, docente universitario ed esperto di devozione popolare. I due appuntamenti sono il primo alle 10.30 e il secondo alle 15.30 all’ingresso del museo, in via San Domenico 28.

Da oltre vent’anni l’allestimento trova spazio nella cripta della chiesa settecentesca del SS. Sudario, appartenente alla omonima Confraternita del SS. Sudario a cui fa capo sia il Museo sia il CISS. Il tour si snoderà lungo due percorsi scientifico e storico del centro dedicato al Telo che secondo tradizione avvolse le membra di Gesù deposto dalla Croce; e che presenta impresse sulle sue fibre le tracce di un corpo di un uomo morto dopo aver patito i supplizi della crocifissione in una straordinaria sintonia con i racconti evangelici. Ma il museo non presenta verità precostituite, anzi se ne dissocia. La Sindone viene studiata come quesito, a oggi irrisolto, per la scienza e come incontrovertibile leva di devozione e pietà. Vetrina dopo vetrina si ripercorre il mistero della formazione dell’impronta, che anche oggi alla luce delle moderne tecnologie non si è in grado di riprodurre, mentre sul fronte storico vengono proposti reperti e opere d’arte che furono legati alla Sindone o da essa ispirati. Né mancano i reliquari che la contennero: la cassetta che la portò da Chambery a Torino per volere di Casa Savoia, storica proprietaria dell’icona, e quella, impreziosita di gemme e ricami d’oro, che la custodiva al momento dell’incendio del 1997, e che di fatto la protesse dalle fiamme. (Ora la Sindone, per una conservazione perfetta, è mantenuta distesa, immersa in gas inerti, in una teca a prova di agenti esterni e a livelli di umidità controllati).

L’altro punto di forza della visita al Museo è, in superficie, salendo dalla cripta alla Chiesa del SS. Sudario, da poco restituita alla città, dopo due anni di restauri. I lavori di recupero hanno interessato gli affreschi, risalenti agli anni ’30 del Settecento della volta, che inscrive un vasto cielo al cui centro campeggia una Trasfigurazione di Cristo firmata dal pittore piemontese Michele Antonio Milocco, e incorniciata dalle inquadrature architettoniche trompe-l’oeil di Piero Alzeri. Grazie a un nuovo sistema di illuminazione, rispettoso dell’integrità dei colori, ma efficace, le opere sono in pieno risalto.

La Sindone è una realtà fortemente legata all’identità di Torino – aveva ricordato Gian Maria Zaccone nei giorni dell’inaugurazione della Chiesa – Tanto che il termine con cui specialmente nel mondo americano si indica la Sindone, Shroud of Turin, va ben oltre la geografia, per rappresentare la stretta compenetrazione tra due realtà per molti versi inscindibili. La Chiesa del SS. Sudario, l’unica al mondo dedicata alla Sindone, è di fatto l’emblema di questo indissolubile legame tra il Telo e la sua città”.

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