27
Giu 2019

E’ il monumento più visitato dai pellegrini a Gerusalemme: la tomba di Cristo nella basilica del Santo Sepolcro, voluta dall’imperatore Costantino nel 325 d.C. Il Museo della Sindone oggi ne ha una ricostruzione, in scala, ma fedelissima, concepita a partire da disegni, studi e fotografie storiche, custodite negli archivi dello stesso museo. A realizzarla e a donarla al museo l’artigiano-artista Bruno Ferraro, fratello dell’archivista del Museo, Enzo Ferraro, che già per il museo aveva messo a punto un paio di anni fa un plastico della Cappella del Guarini, tuttora in esposizione. Lo ha aiutato nell’impresa l’amico artigiano Marco Sportiello.

La consegna, dopo oltre un anno di studio e lavoro, è avvenuta nella serata del 27 giugno nelle sale museali. A ricevere il modello è stato il direttore del Centro Internazionale di Studi sulla Sindone, prof. Gian Maria Zaccone. Alta una cinquantina di centimetri e larga circa un metro, la preziosa opera avrà presto idonea collocazione all’interno del percorso storico del museo, come pezzo fondamentale per capire come e in quale area della tomba era stato deposto il corpo di Gesù deposto dalla croce.

Santo Sepolcro_Modello in scala al museo della Sindone

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