26
Set 2019

Fu Secondo Pia, avvocato e fotografo amatoriale, a scattare la prima fotografia della Sindone. Era il 29 maggio 1898 e questo scatto cambiò la prospettiva con cui si guardava al Telo. Si disponeva infatti finalmente di un documento oggettivo e dunque utilizzabile a scopo scientifico e di studio, lasciando alla ricerca storica e alle valutazioni artistiche le precedenti testimonianze affidate all’interpretazione dell’uomo, come disegni, dipinti e stampe.

 

Di questo “salto di qualità” della ricerca sul Telo si è discusso giovedì 26 settembre nella prima conferenza in calendario al Museo della Sindone per la stagione autunnale 2019: quella dedicata alle fotografie della Sindone. Organizzato dagli Amici del Museo, in collaborazione con il Centro Internazionale di Studi sulla Sindone, l’incontro si è tenuto presso la chiesa del SS. Sudario a cui è annesso il Museo, in via San Domenico 28 a Torino.

L’iniziativa fa parte di un più ampio programma nato dall’alleanza tra gli Amici del Museo e il CISS e intitolato “L’oggetto racconta”, a sottolineare la volontà di narrare le vicende che stanno dietro ai reperti contenuti nelle sale del Museo, a farli uscire dalla rigidità delle teche espositive, per restituire a ciascuno la parte che ha avuto nella vita e nella storia della società savoiarda, piemontese e torinese.

L’oggetto racconta La Sindone e la fotografia 26 settembre 2019

Galleria di immagini scattate da Beppe Sacchetto per agenzia VBS

Il servizio video realizzato dal regista Rudy Bernt per VBS

Diretta Facebook dell’appuntamento

https://www.facebook.com/cissmuseodellasindone.it/

 

 

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