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Ott 2019

Il primo è un cofanetto in legno di una cinquantina di centimetri per 40 di altezza: povero, essenziale, forse un tempo ricoperto di scaglie – oggi scomparse – di madreperla e tartaruga, in ogni caso fatto per passare inosservato e salvarsi da eventuali scorribande di predoni. L’altro è un contenitore slanciato e prezioso di oltre un metro e mezzo di lunghezza, in legno, rivestito con lamina d’argento e tempestato di pietre dure e smalti. Un’opera predestinata all’ammirazione dei più. Entrambi gli oggetti sono stati però centrali nella storia della Sindone, che hanno avuto il privilegio di custodire: l’uno perché, secondo quanto si tramanda, la protesse, ripiegata più volte, durante la perigliosa attraversata delle Alpi nel suo nel 1578, durante il trasporto da Chambery a Torino, l’altro perché l’ha conservata, arrotolata, dalla fine del XVI secolo sino al 1998, all’indomani dell’incendio della Cappella del Guarini a cui è stata solo per caso risparmiata. Entrambe le cassette sono esposte al Museo della Sindone di Torino

Ed entrambe sono state al centro della conferenza tenuta giovedì 24 ottobre nella chiesa del SS. Sudario, a cui il museo è annesso, in via San Domenico 28. Si è trattato del secondo appuntamento del ciclo autunnale de “L’oggetto racconta”, programma nato dalla collaborazione tra gli Amici del Museo e il Centro Internazionale di Studi sulla Sindone e che già aveva avuto un’altra occasione formativa-informativa il 26 settembre, quando si era parlato delle fotografie della Sindone. Il 28 novembre è in calendario il terzo e ultimo incontro, che vedrà protagonista indiscussa la stessa chiesa del SS. Sudario. La rassegna nel suo complesso ha l’obiettivo di narrare le vicende che stanno dietro ai reperti contenuti nelle sale del Museo, di farli uscire dalla rigidità delle teche espositive, per restituire a ciascuno la parte che ha avuto nella vita e nella storia della società savoiarda, piemontese e torinese.

Le tre iniziative – che marcano una ripresa delle attività degli Amici del Museo all’insegna di un intenso dinamismo e di ampia apertura al pubblico – sono comunque destinate ad avere un seguito in primavera, sempre di concerto con il CISS.

A raccontare e spiegare le vicende delle cassette della Sindone il prof. Gian Maria Zaccone, storico, direttore del Centro internazionale di Studi sulla Sindone, insieme con il prof. Nello Balossino, docente universitario e direttore del Museo della Sindone. Fatti e retroscena storici sono stati finalmente analizzati e approfonditi, così come i dettagli tecnici sulle modalità di conservazione, che tanta parte hanno avuto sul destino del Telo.

Le cassette della Sindone _ Custodi del mistero _ Giovedì 24 ottobre 2019

  Foto: Beppe Sacchetto https://www.vbs50.com/Attualità/index.htm

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