28
Nov 2019

Era anche nota come la Chiesa dei Pazzerelli. Consacrata a Torino nel 1735, la chiesa del SS. Sudario faceva non a caso tutt’uno con il primo presidio per malati di mente degli stati sabaudi: per tutti l’“ospedale dei Pazzerelli”. Fin dalla sua erezione, questo pur raffinato esempio di architettura barocca, fu subito messo a servizio della Confraternita del SS. Sudario, che ne è tuttora titolare, e delle sue attività filantropiche e sociali, riconosciute e sostenute dal duca Vittorio Amedeo II. E la sua storia ha sempre seguito le vicende della sua proprietà. Di questi più e meno felici episodi toccati nei secoli all’edificio religioso incastonato in un quartiere tra i più ricchi di storia di Torino – nonché più in generale di immagini della Sindone si parlerà giovedì 28 novembre, a partire dalle 17.30, proprio nella chiesa del SS. Sudario, in via San Domenico 28 a Torino, nella cui cripta è allestito il Museo della Sindone.

Relatori: il prof. Gian Maria Zaccone, storico, direttore del Centro Internazionale di Studi sulla Sindone, insieme con il prof. Nello Balossino, docente universitario e direttore del Museo della Sindone.

Questo incontro tutto dedicato al SS. Sudario è il terzo degli appuntamenti del programma “L’oggetto racconta”, serie di conferenze tutte organizzate al SS. Sudario dagli Amici del Museo della Sindone, in collaborazione con il Centro Internazionale di Studi sulla Sindone, per narrare i fatti che stanno dietro ai reperti contenuti nelle sale del Museo, per farli uscire dalla rigidità delle teche espositive, per restituire a ciascuno la parte che ha avuto nella vita e nella storia della società savoiarda, piemontese e torinese. Il primo incontro, dedicato alle fotografie della Sindone, si è tenuto il 26 settembre. Il 24 ottobre – sempre di giovedì e sempre alle 17.30 – è stata la volta delle cassette che hanno custodito la Sindone, la prima utilizzata nel 1578 per il trasporto del Telo da Chambery a Torino, divenuta nel frattempo centro politico e amministrativo dello Stato dei Savoia, la seconda, nota per averla conservata, arrotolata, dalla fine del XVI secolo sino al 1998, all’indomani dell’incendio della Cappella del Guarini, catastrofe a cui è stata per un caso fortunato risparmiata.

Con questo programma si intende sottolineare una ripresa delle attività degli Amici del Museo, all’insegna di un intenso dinamismo e di ampia apertura al pubblico. E le iniziative sono destinate ad avere un seguito in primavera, sempre di concerto con il CISS.

Dopo importanti interventi di restauro della volta a botte dipinta dal pittore piemontese Michele Antonio Milocco e intitolata alla Trasfigurazione di Cristo, la chiesa del SS. Sudario è entrata sin da inizio d’anno nel circuito di visita del Museo della Sindone e quindi a pieno titolo sua protagonista. Non solo: per estenderne la fruizione alla città è stato anche pensato un nutrito calendario di mostre, concerti e conferenze.

L’oggetto racconta – la Chiesa del SS Sudario _Conferenza 28 Novembre 2019

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