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Giu 2020

Il Telo è giunto al Santuario nel pieno del lockdown dovuto alla pandemia da coronavirus. Ma ora finalmente i fedeli in visita a Loreto potranno contemplare la copia a grandezza naturale della Sindone, inviata dall’Arcivescovo di Torino, custode pontificio del Telo, Mons. Cesare Nosiglia, all’Arcivescovo Fabio Dal Cin, delegato pontificio prelato della Santa Casa, come dono per l’anno giubilare del santuario.

Ha scritto Mons. Nosiglia nella missiva che accompagnava il Telo a Loreto: “…per i pellegrini che frequentano il santuario potrà essere un’ulteriore occasione per meditare sul mistero dell’Incarnazione”. Una considerazione che si lega alla preghiera apposta in un pannello proprio davanti alla Sindone. Un’invocazione che i visitatori sono invitati a pronunciare: “Eccomi, o mio amato e buon Gesù, che alla tua santissima presenza prostrato Ti prego con il fervore più vivo di stampare nel mio cuore sentimenti di fede, di speranza, di carità…”

Oggi più che mai, in questi giorni segnati dal contagio, la Sindone si fa icona di consolazione per tutti i visitatori del Santuario finalmente riaperto alla devozione e alle funzioni religiose. E’ la concreta testimonianza, ben visibile nell’impronta lasciata sul Lino, che dal dolore si può risorgere più forti che mai, più consapevoli dell’importanza dell’amore e della condivisione con il prossimo.

La copia della Sindone al Santuario di Loreto

 

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